La Casa di Gastone è nata il 15 gennaio 2002 dalla collaborazione
dell'Opera don Guanella con l'Associazione di volontariato "Amici
di Gastone".
Gli "Amici di Gastone" già dal lontano 1986 operavano
con i senza dimora sui binari della Stazione Centrale di Milano, portando
un termos di tè o cioccolata calda, con lo scopo di instaurare
con essi relazioni umane di amicizia e di solidarietà.
Proprio a partire da questa umanità succedeva che chi viveva
sulla strada decidesse di rimettersi in gioco e di inventarsi una vita
più dignitosa. Per questi nostri amici si fece quindi urgente
il bisogno di una Casa che li accogliesse per poter trascorrere il tempo
in modo costruttivo, abituarsi a ritmi di vita normali e a raggiungere,
attraverso un progetto individualizzato di reinserimento, una propria
autonomia.
Il contatto con il Centro san Gaetano ha dato la possibilità
concreta all'Associazione di poter realizzare ciò che dall'interno,
da tempo, veniva maturando. D'altro canto il rinnovamento delle strutture
e le nuove scelte operative dello stesso Centro san Gaetano, che spingeva
l'Opera don Guanella a collocarsi in prima linea nella lotta contro
le nuove povertà, ha facilitato l'apertura a un nuovo ambito
caritativo, in linea con l'autentico carisma del Fondatore.
Chi era Gastone
Gastone era un anziano inquilino della Stazione Centrale.
Bassotto, faccione rotondo, molto strano.
Raccontava storie fantastiche.
Alcuni giovani lo hanno incontrato là, tra i marmi sudici di
quel casermone, formato gigante, che è la stazione Centrale di
Milano.
Hanno ascoltato le sue storie
Lo hanno sfamato e ripulito.
Gli hanno persino trovato una casa.
Un mini appartamento di ringhiera, ma era pur sempre una casa.
Quei giovani credevano di avercela fatta a togliere Gastone dalla strada.
Ma lui, ad un certo punto ha staccato il filo.
Si è barricato nella sua casa di ringhiera
ed è morto com'era vissuto.
Come barbone.
Da manuale.
Gastone era un "senza dimora".
Oggi a Milano sopravvivono settemila persone come lui. Tremila sono
italiani.
Gente senza una casa, ma anche senza affetti, lavoro, equilibrio, speranza.
Gente "storta" senza volerlo
Il Comune, la Caritas, le organizzazioni di volontariato offrono mille
posti letto.
Il rapporto è di sette persone per ogni letto disponibile.
Ve lo immaginate? In sette sullo stesso letto!