DON GUANELLA
BOLLETTINO DELL'ISTITUTO SAN GAETANO - MILANO
STORIA E CONTINUITA' DI UNA PRESENZA
IL SAN GAETANO 1902-2002
DON GUANELLA
Periodico edito dalla Provincia Italiana della Congregazione dei Servi
della Carità, redatto dall'Istituto San Gaetano
Via Mac Mahon 92 -20155 Milano - tel. 02/326716350 - fax 02/326716208
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Anno LXXIV NUMERO UNICO - Abbonamento postale art. 2 co. 20 lett.C.
L. 662/96 -Milano
Periodico della Provincia Italiana
della Congregazione dei Servi della Carità
Opera don Guanella
Edito da:
Istituto San Gaetano
Via Mac Mahon 92 Milano
tel. 02/326716350
c.c.p. 264.200
Mensile di informazione religiosa e culturale
ANNO LXXIV
NUMERO UNICO 2003
Sommario
Lettere d'augurio e di presentazione
Don Guanella a MilanoNasce l'Istituto san Gaetano
Una casa tutta di carità
Alla ricerca della nuova sede
La nuova sede
Il san Gaetano si qualifica
La parentesi di Cassago
La chiesa
Il tempio nella sua struttura
Vele e remi per la barca
In camino coi tempi
Cambia la composizione degli ospiti
Un lungo periodo
Esigenze di nuova identità
Ipotesi di adeguamentoUn nuovo Progetto
La ristrutturazione
Il Centro san Gaetano
La Parrocchia: una Comunità in cammino
Autorizzazione del Tribunale di Milano 28/9/1948N. 596
del Registro
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Abbonamento gratuito.
Direttore Responsabile:
Mario Carrera
Collaboratori a questo numero:
Leo Brazzoli
Cantaluppi Gabriele
Arcaini Giuseppe
Attilio Molteni
Foto :
Giordano Giuseppe
Grazia Lissi
De Favero Claudio
Colombo Giampiero
Archivio
AUGURI GRADITI
Dal SUPERIORE GENERALE
Ripenso ai 100 anni della presenza guanelliana al San Gaetano di Milano
e subito mi viene in mente il famoso versetto di Isaia: "Sono meravigliosi
i piedi che evangelizzano il bene e che diffondono la pace". Lo
ritengo il miglior commento alla realtà che numerosissimi confratelli,
passati con responsabilità diverse nell' Istituto, hanno vissuto,
giorno dopo giorno, dal momento del loro arrivo nel 1902 fino ad oggi.
E' stato infatti un secolo di evangelizzazione, compiuta sia con l'annuncio
diretto, sia con la pratica educativa rivolta a un numero imprecisato,
ma certamente elevato (migliaia e migliaia) , di bambini, ragazzi e
giovani, tutti con una cosa in comune: la povertà, che talora
aveva le sembianze della miseria.
Don Guanella stesso, l'iniziatore del San Gaetano, si era preoccupato
di dargli una strategia evangelica, insistendo sul primato della persona,
sul rapporto educativo come rapporto di amore, sul bisogno di illuminare
la mente per rendere buono il cuore, soprattutto sulla conversione del
"centro", della coscienza o, come diceva il Fondatore, del
"cuore", perché "è dal cuore dell'uomo
che provengono i propositi malvagi" ed ogni genere di mali (cfr
Mt 15,9).
Ciò che don Guanella si attendeva è diventato cultura,
spiritualità al San Gaetano. Da un lato non è mai venuta
meno la fiducia che in ogni ragazzo, anche il più disgraziato,
si possa trovare un varco attraverso il quale introdurre il bene. Dall'altro
si è andata sempre più affinando quell'attesa che permette
al giovane di conoscere le proprie qualità e quindi di poterle
esprimere in piena libertà, in una cornice, l' Istituto, che
è stato ambiente di vita, di formazione cristiana, di moto, di
allegria.
Oggi, mentre si fa memoria del passato, auguro che questa vivacità
evangelica non solo continui, ma faccia da contagio per quanti verranno
a contatto con il San Gaetano e con le sue attività, ragazzi
o adulti che siano. Trascini soprattutto nella sua scia gli educatori,
chiamati a dare continuità alla eredità ricevuta e da
tramandare accresciuta.
Un ringraziamento a quanti hanno reso più confortevole da un
punto di vista strutturale l' Istituto. Un ricordo a confratelli e laici
che, in tutti questi anni, nel passato e nel presente, hanno dato e
stanno dando le loro migliori energie per una causa sempre urgente,
quale è quella educativa. A tutti coloro che si uniranno ai Guanelliani
del San Gaetano in occasione del Centenario, la gratitudine più
cordiale e la benedizione del Signore Dio, che ci ama.
Roma, 1 gennaio 2003. Don Nino Minetti,
Superiore generale
Dal SUPERIORE PROVINCIALE
L'Istituto San Gaetano in Milano compie 100 anni di vita!
L'augurio più caloroso da parte mia e di tutta la Provincia Sacro
Cuore, che in questa occasione così significativa si stringe
attorno ai Confratelli e ai loro Collaboratori laici che oggi, con generosità
ed abilità, profondono le loro migliori energie; agli Ospiti
della Casa, i quali sono oggi diversificati nei bisogni, ma sempre ben
curati dallo stile carismatico dell'Opera don Guanella, agli Ex-Allievi
ed Amici, che ancora oggi, come da sempre, amano il loro Istituto che
è stato ed è ancora, propulsore di educazione, di solidarietà
e di amicizia.
Certamente cento anni fa i servizi erogati dall'Istituto erano diversi
da quelli attuali e sicuramente più urgenti tanto da far dire
a Don Leonardo Mazzucchi, successore di Don Guanella: "Quanto non
desiderò Don Luigi Guanella di donare a Milano, diletta al suo
cuore, cara per prove indimenticabili di generosità e di fiducia,
un grandioso Istituto maschile, proporzionato agli incalzanti bisogni
della vasta metropoli e ancora mancante!" (LDP 1926 p.86).
Tuttavia anche oggi, secondo i bisogni del nostro tempo e della società
odierna, il servizio alle famiglie, ai giovani studenti, alle persone
in difficoltà, sono prestazioni che l'Istituto San Gaetano mette
a disposizione per rendere più agevole il vivere insieme e per
offrire uno stile cristiano di educazione e di solidarietà in
una società multiforme e multietnica.
Quando si poneva la prima pietra dell'attuale Istituto, il sen. prof.
Luigi Mangiagalli, illustre Capo della Città di Milano, nel suo
discorso volle anche proclamare la bellezza e l'avvenire florido sicuro
di opere che, come la nostra, si preparano e nascono nell'umiltà
del sacrificio, la fiducia che il nuovo Istituto mercé l'opera
fervorosa di quei Servi della Carità che nel loro nome recano
un titolo di nobiltà massima cresca rapido per dare a Milano
i più benefici frutti, la certezza che Milano all'Opera di carità
e di civiltà guarderà sempre con benevolenza di amore
e di sostegno (LDP 1926 p.90).
Oggi, a distanza di tanti anni, con gli stessi sentimenti di umiltà,
con lo stesso stile di carità e con lo stesso spirito d'intraprendenza,
l'Opera don Guanella vuole continuare a servire la città di Milano
ed i suoi amati abitanti.
San Gaetano, sotto la cui protezione l'Istituto e la Parrocchia sono
stati posti fin dalle loro origini, ottenga da Dio Padre la sua benevolenza
e continui ad elargire sul "Istituto San Gaetano" la sua Provvidenza.
Il nostro Fondatore, Beato Luigi Guanella, benedica tutti!
Oprandi don Remigio
Superiore Provinciale
Dalla COMUNITA' RELIGIOSA del S. Gaetano
Siamo la Comunità "del Centenario" e ci sentiamo in
dovere, anche a nome dei numerosi Confratelli che sono passati in questo
secolo, di ringraziare il Signore e gli amici vicini elontani per il
bene che è stato possibile operare.
Alcuni di noi siamo presenti da diversi anni al San Gaetano; qualcuno
è una vera istituzione, essendovi venuto a più riprese
e conoscendone la storia, vissuta personalmente fin dagli inizi. "Fermarsi
non si può finchè ci sono poveri da soccorrere" era
la convinzione del nostro Fondatore, il Beato Luigi Guanella.E il San
Gaetano non si è mai fermato, evolvendosi nelle strutture e,
soprattutto in questi ultimi anni, nella tipologia degli utenti.
Accanto ai ragazzi che ancora costituiscono l'impegno maggiore dell'attività,
è presente un gruppo di universitari, i bimbi della prima infanzia,
numerosi i corsi per aiutare i giovani nell'inserimento al lavoro e
nella villetta che un tempo ospitava le Suore alcuni senza fissa dimora;
Come comunità religiosa operiamo anche nell'annessa parrocchia,
cercando di evangelizzare il territorio con il carisma guanelliano della
carità.
Attualmente siamo tutti sacerdoti: il nostro compito all'interno è
soprattutto di garantire quello "spirito di famiglia", tanto
voluto dal nostro Fondatore nelle sue istituzioni, che si concretizza
in un rapporto di calore umano, di assistenza qualificata e di sostegno
spirituale e cristiano nel nostro servizio.
Nostro desiderio è che chiunque, nella Milano frenetica e spesso
individualista, si senta accolto come figlio di Dio e fratello nella
nostra comunità, trovando ascolto, dialogo e, nel limite delle
nostre possibilità, anche aiuto concreto.
la Comunità Religiosa
STORIA E CONTINUITA' DI UNA PRESENZA
DON GUANELLA A MILANO
Se si paragona Don Guanella, uomo tenace, al ferro, Milano rappresenterebbe
la calamita.
Uomo dalle larghe vedute, sapeva bene che al lancio, occorre lo spazio.
E Milano era la città delle grandi iniziative, oltre che del
grande cuore.
Di questo aveva bisogno, lui che voleva farsi Servo dei poveri.
Già ancora al tempo dell'attesa, nel 1881, in città a
predicare il mese di maggio all'Incoronata e quello di giugno a S. Maria
della Fontana, aveva posto l'occhio su d'un terreno, col proposito d'acquistarlo,
ma senza conchiudere.
Ad aprirgli le porte, con la presentazione e la raccomandazione del
suo Vescovo Ferrari, fu un'offerta di £ 3.000 (tremila) della
Sig. Rosa Piatti, direttrice della scuola normale di Como. Un amico
sacerdote, piannellese di nascita, Don Michele Bernucca gli procurò
i locali in affitto.
Nel 1890 ci vennero le Suore, che si presero cura dei molti ragazzi,
raccogliendoli in Asilo e nella Scuola Elementare. Era tale la richiesta,
e tanto pressante, che alla prima sede ne seguì una seconda e
poi una terza e una quarta. Tutte raccolte, infine, nell'antico monastero
degli Eremiti Ambrosiani, passato, attraverso i secoli, a diverse destinazioni,
ultima delle quali fu la Casa di Riposo di Sacerdoti anziani. Gliela
vendette la Curia per centodiecimilalire. Disponeva di molti ambienti,
aveva una Chiesa e tanto terreno a disposizione.
Direzione e servizi erano affidati alle Suore che la riempirono di poveri.
Si chiamò prima "Piccolo Cottolengo" e, in seguito
alla protesta del grande Cottolengo di Torino, "Pia Casa dei poveri".
Di preti non ce n'erano ancora. Qualcuno era sul punto d'arrivo.
DON GUANELLA "CITTADINO MILANESE"
Milano non è solo il Duomo, ma per molti, il forestiero soprattutto,
è il DUOMO. Quello colpisce l'occhio, quello resta nella memoria.
Lo popola oltre un migliaio di statue, sacre e profane, sono simboliche,
all'interno e all'esterno, sulle guglie e lungo le fiancate, dall'alto
veglia sulla città la "Madonnina tutta d'oro".
Nonostante, era rimasto qualche vuoto, che, negli ultimi tempi, i dirigenti
han pensato di colmare. Non c'era che da scegliere.
E la scelta è caduta sui nuovi Santi, di recente saliti alla
Gloria: milanesi di origine e di azione.
A don Guanella, che aveva tutte le carte in regola, difettava l'origine:
era nato sui monti del Sondriese, era Prete nella Diocesi di Como.
Poteva egregiamente supplire l'amore per la Grande Metropoli, realizzato
nella cura affettuosa, per la parte più delicata dei suoi abitanti,
i bisognosi.
E gli è stato concesso l'ingresso: quasi una concessione di cittadinanza
onoraria o, se si preferisce, una sorta di adozione.
CHI ERA DON LUIGI GUANELLA
Un uomo dal grande cuore. Grande come il mondo, nel quale vi era posto
per tutti i bisognosi.
Era nato sui monti del Sondriese - 19 Dicembre 1842 - a Fraciscio di
Campodolcino: da loro aveva appreso il desiderio dell'Alto e la fortezza
del carattere.
Decenne, nel giorno della Prima Comunione, ebbe dalla Madonna - sogno
o visione? - la chiara indicazione della missione alla quale Dio lo
chiamava: servire i bisognosi.
Li amò teneramente tutti, i piccoli, gli anziani, i disabili
d'ogni specie. Superò, per loro, persecuzioni, difficoltà,
contraddizioni. Per loro realizzò grandi opere d'assistenza.
Sacerdote per la nativa Diocesi di Como, parroco a Pianello Lario, raccolse
un minuscolo ospizio, condotto da tre giovani ragazze, lo maturò,
gli diede forma e slancio. Emigrato a Como, nel 1876, diede vita in
breve ad una grande Casa, con duecento ospiti. Caratteristica della
quale, era la varietà degli accolti.
Puntò a Milano, per le sue prime filiali, accogliendo nella prima
tutte femmine, che affidò alle sue Figlie di S. Maria della Provvidenza,
e nella seconda i maschi, condotta dai suoi Religiosi, i Servi della
Carità. Quindi si allargò in Italia e Svizzera, non trascurando
la lontana America.
Caro al Papa S. Pio X e al suo Vescovo il Beato Card. Ferrari, fu Pastore
solerte e generoso, saggio educatore, nella linea di S. Giovanni Bosco,
alla cui scuola era stata per tre anni attento discepolo e insieme prezioso
collaboratore. Diffuse ampiamente la Buona Parola, sempre disponibile
all'annuncio e prolifico scrittore d'una cinquantina d'operette a sfondo
storico - morale.
Morì a Como, il 24 ottobre 1915, allo scoppio della Prima Grande
Guerra. Gli avevano moltiplicati i malanni, gli strapazzi nel soccorrere
i sinistrati del grande terremoto della Marsica (24 ottobre 1915).
Papa Paolo VI l'ha iscritto nell'albo dei Beati, il 25 ottobre 1965.
NASCE L'ISTITUTO SAN GAETANO
Il 1 giugno 1885 saliva l'altare il primo dei giovani aspiranti, don
Giovanni Calvi. L'anno dopo era la volta d'altri due: don Silvio Vannoni
e don Giuseppe Roncoroni. Don Guanella poteva assegnarne uno a Milano
e tenerne con sé due. Ma guardava con desiderio alla grande metropoli,
per l'opera maschile. Dio gli preparava la strada.
Oltre la Chiesa, posta al confine, correva un vicolo, sul quale s'affacciava
un grande, vetusto fabbricato:era stato monastero delle Romite Ambrosiane,
passato poi a molti usi, ora abitato da modeste famiglie e da qualche
piccola industria.
Ci s'era messo dentro anche don Michele Bernucca, il prete amico di
don Guanella, che vi conduceva un Oratorio festivo per i ragazzi del
rione. Già l'aiutavano le Suore; ma egli era avanti negli anni.
Voleva ritirarsi alla Casa di Riposo, ma non voleva far morire la sua
creatura: chiese a don Guanella d'assumerla e di gestirla. E don Guanella
acconsentì. Staccò da Como il più valido dei suoi
giovani collaboratori e gli diede l'incarico. Don Silvio Vannoni la
condusse per quattro anni, con grande zelo e la preparò a diventare
la Casa della Carità.
Man mano che restavano liberi i locali, venivano presi in affitto. Il
9 agosto 1902, si poteva aprire la porta ai primi due ragazzi che crebbero
subito, arrivando per il Natale, fino a venti.
UNA CASA TUTTA DI CARITA'
Don Silvio Vannoni era l'uomo giusto per iniziare e per condurre. Non
più giovanissimo - aveva passato di poco i trent'anni - si era
fatto le ossa nel duro lavoro della Provvidenza, e aveva assorbito in
pieno lo spirito del Fondatore. Due doti soprattutto lo distinguevano:
la larghezza di cuore e una grande saggezza: lo stesso don Guanella
cercava e conservava i suoi pareri.
Ai primi ragazzi accolti, sempre in aumento, s'aggiunsero, provenienti
da Como, una dozzina d'artigianelli che iniziarono le officine.
L'anno dopo, fu accolto il primo invalido, un anziano cieco, altri ne
entrarono. S'aggiunse in seguito anche qualche minorato psichico.
All'assistenza collaborava qualche Confratello Sacerdote, fratello,
studente; alle suore, erano affidati tutti i servizi.
La Provvidenza non mancava, anche se si stentava: pesava soprattutto
l'affitto dei locali, che si sarebbe potuto estinguere solo con l'acquisto
dell'intero caseggiato. Don Guanella aveva ben chiesto la vendita al
proprietario, ma la richiesta era stata esorbitante. Poi quello cadde
in un fallimento e la casa la si poteva avere per poco più di
trecentomila lire. Prezzo buono…ad avere i soldi, che invece mancavano
assolutamente a don Guanella. Un amico suggerì ed appianò
la strada: un mutuo della Cariplo. E l'affare fu concluso.
Il san Gaetano ebbe la Casa, che sebbene non fosse bella, era però
grande e poggiava su d'un prezioso terreno di mq. 10.500.
Una vera Provvidenza, anche se con molti debiti, che però non
spaventavano don Guanella.
ALLA RICERCA DELLA NUOVA SEDE
L'acquisto della grande casa - la chiamavano "IL CAIRO"-
era avvenuto nel novembre del 1903, quando il san Gaetano aveva poco
più d'un anno di vita. Si sperava di poter ristrutturare, così
da avere una bella casa.
Era invece destino che non avesse vita facile, tanto meno lunga. Il
Comune, che intanto stendeva il grande piano regolatore, aveva tracciato
sulla proprietà il percorso d'una nuova arteria: la via Melzi
d'Eril. Abbatteva parte del fabbricato, e occupava parte del suolo.
Vennero i contratti e fu lo stesso don Guanella a condurli e a firmarli:
cedeva al Comune, che in compenso offriva un'area in zona d'espansione.
Ci si impegnava a costruire la nuova sede entro tre anni.
Purtroppo ci furono imprevisti molto grossi ad intralciare, due soprattutto:
la morte di don Guanella, il 24 ottobre 1915, e contemporaneamente l'entrata
dell'Italia in guerra.
I nuovi Superiori si trovarono disorientati. Già la successione,
all'interno, era difficile; l'iniziativa era soffocata da altre cose
sempre urgenti. Non dimenticarono l'impegno, studiarono soluzioni, prima
fra tutte la località. Di conseguenza si perse molto tempo.
Il Comune, che non poteva più attendere, comunicava il proposito
dell'esproprio forzato e l'incameramento della somma tenuta in garanzia.
S'accelerarono i tempi ed iniziarono i preparativi.
LE DAME PER LE OPERE DI DON GUANELLA
1890. A quattro anni dall'apertura, a Como, della sua prima Casa della
Provvidenza, don guanella poteva ritenerla solida: vi erano raccolti
duecento bisognosi.
E poteva pensare a realizzare l'antico sogno della filiale a Milano.
Gli mancavano del tutto i soldi, anche pochi, ma necessari. Glieli fornì
la sig. Rosa Piatti, sorella di G. Battista, l'inventore della perforatrice
pneumatica per il traforo del Frejus. Tremila lire, somma non trascurabile
per i tempi.
E' facile riscontrare nella buona Signora, la prima delle Dame collaboratrici.
Molte altre la seguirono, Signore e Signorine, soprattutto della buona
società. In lento, ma continuo aumento, quando raccolsero l'invito
d'interessarsi della costruzione della nuova Sede, raggiunsero il numero
di seicento. E fu allora che mutarono il primo appellativo di "Signore
dei poveri", in quello di DAME PER LE OPERE DI DON GUANELLA.
Organizzate con un regolare consiglio Direttivo, con distinti e precisi
incarichi, curate spiritualmente da un Direttore, un Canonico del duomo,
si riunivano mensilmente in un salone dell'Arcivescovado, benevolmente
concesso dal beato card. Ferrari, che, se in sede, non mancava di portare
il saluto e la Benedizione.
Con contributo personale, donavano la propria opera: s'impegnavano a
trovare sostenitori, organizzavano pesche di Beneficenza, fiere, in
luoghi centrali. Spendevan poi il ricavato in fornitura di viveri, vestiario
e quant'altro necessario.
Attive per anni, lentamente diminuirono, col mutato tenore di vita,
persero, col tempo, l'entusismo, mancato sicuramente il sostegno. Restò
qualche fedelissima, no il gruppo. Restò il ricordo di molta
bontà e generosità.
I BENEFATTORI
I poveri ci sono ancora, ci sono e ci saranno sempre. Molte le cause.
Senza voler pensare ad indagarle, tanto meno ad eliminarle, siamo chiamati
invece a soccorrerli.
La società ha fatto enormi progressi nel campo dell'assistenza:
è chiaro che non può arrivare a tutto. Restano sempre
valide le iniziative dei singoli, dei Religiosi in particolare. A loro
è riservato un duplice mandato: di ideatori prima, e di collaboratori
dopo.
In quest'ottica, agisce l'Opera don Guanella. Mette a disposizione la
sua tradizione, i suoi membri, impegnati in particolari categorie.
Quanto non le basta dai contributi degli interessati, lo chiede in elemosina,
in nome della solidarietà, più della fede.
E' quella che viene chiamata LA PROVVIDENZA, convinti che è Dio
a toccare e muovere il cuore alla generosità. Nelle case guanelliano
si è soliti pregare, ogni giorno, "Santissima Provvidenza
di Dio, provvedeteci Voi". E la preghiera trova accoglienza. Diventa,
nella parola del Beato Luigi Guanella, la pioggerella benefica - raramente
assume il volume del temporale! - fatta di modeste offerte, ma capace
di far germinare. A donarla, persone d'ogni ceto, magari solo la vedova,
che risparmia sui centesimi del suo nutrimento. Senza di loro, non si
potrebbe operare.
I Benefattori sono considerati parte viva della famiglia guanelliana.
Li accompagna l'affettuosa gratitudine, la preghiera, perchè
il dono fatto ai poveri ritorni in Benedizioni in terra, e in premio,
in Cielo.
IL BOLLETTINO DEL SAN GAETANO
"DON GUANELLA"
Il san Gaetano ha un suo Bollettino, legame con i Benefattori, gli
Amici, gli Ex-allievi.
Nato nel marzo - aprile del 1926, se conta gli anni sul calendario,
ne ha 76. Se tien conto della sospensione durante la seconda guerra,
ne nota 73.
Vide la luce quando iniziava la costruzione della nuova Sede, destinato
alla conoscenza e alla raccolta di fondi. E bisogna dire che fece un
buon lavoro, proficuo.
Continuò la sua apparizione, con diverse frequenze -bimestrale,
mensile, ora trimestrale- completato da un calendario, orientato a portare
notizie della Casa e dell'Opera, far conoscere il Fondatore e il suo
spirito. Volutamente non affronta i grandi argomenti, si limita a parlare
della carità, con e per i bisognosi.
Ha una tiratura di 10.000 copie. Lo s'invia a richiesta.
Registra firme di tutto rispetto: all'inizio Padre Agostino Borgonovo;
"Peppino", uno pseudonimo che denota tanta umiltà e
semplicità (di lui dirà il cav. Giovanni Ratti presidente
del Comitato per la costruzione del nuovo Istituto: "vorrebbe nascondere
agli sguardi indiscreti il viola che fa capolino dalle sue ampie maniche");
d. Tamborini Alessandro; in seguito Tamburelli Giovanni e poi, e tuttora,
Brazzoli d. Leo, che don Mario Carrera definisce "memoria vivente
della Congregazione" e che ha, a suo merito, almeno due testi significativi:
Profili Biografici dei Servi della Carità e L'Istituto san Gaetano
dell'Opera don Guanella a Milano
LA NUOVA SEDE
Il Consiglio Superiore, che sebbene non superate, aveva accantonato
le difficoltà, prendeva due grosse decisioni: prima, la scelta
del luogo che fu individuato in via Mac Mahon nella zona d'espansione.
La seconda, la nomina della persona, alla quale affidare l'incarico:
don Sperandio Filisetti, direttore del Collegio S. Anna, nella Svizzera
grigionese, che lasciava nell'estate del 1924, dopo diciotto anni.
Quarantacinquenne, don Sperandio prete da vent'anni, si presentava distinto
nella persona, era affabile e sempre prudente. Si pose presto all'opera.
Superata la prima ostilità incontrata nel Comune, riavuta la
fiducia, pose l'occhio sul grande progetto preparato dall'Architetto
della Curia mons. Spirito M. Chiappetta. Si diede poi ad organizzare
un grande Comitato, nel quale fece confluire persone capaci e volenterose.
L'otto maggio 1925 fu posta la Prima Pietra, con grande solennità.
Funzionava il Card. Arc. Eugenio Tosi, circondato dall'intero Capitolo
della Cattedrale, presenti tutte le Autorità: dal Sindaco al
Prefetto e una gran folla.
Bisognava procurare i mezzi e, allo scopo, s'attaccò ad una larga
e saggia propaganda: ebbe allora inizio il periodico dell'Istituto,
intitolato "DON GUANELLA"".
In capo a tre anni, la casa era consegnata costruita, nel 1928 s'effettuava
il trasloco. Imponente la lunga schiera degli alunni, nella bella divisa,
attraversò le vie cittadine e prendeva possesso del nuovo edificio.
Era il 7 agosto, dedicato a S. Gaetano, che invisibile li accoglieva.
Solo una parte del grande progetto era stato realizzato, rimandando,
nel tempo, la continuazione. La chiesa era stata accantonata: per intanto
la suppliva un grosso manufatto.
Per motivi contingenti, la solenne inaugurazione venne rimandata al
12 maggio 1929. Purtroppo era deceduto il card. Tosi, che aveva assicurato
la presenza per quel giorno. Vacante la Diocesi, compì la cerimonia
il Vicario Capitolare mons. Giovanni Rossi, Vescovo Titolare di Nebo,
sempre con grande festosità e concorso di gente.
Gioioso, il San Gaetano iniziava la seconda tappa del suo cammino.
IL SAN GAETANO SI QUALIFICA
Era nato con la chiara qualifica di casa di carità, aperta a
diverse categorie di bisognosi, ora riduceva il suo impegno a giovani
e giovanissimi, fisicamente e intellettualmente sani. Non avevano rinunciato
al primo motivo, avevano operato una divisione.
Già l'aveva visto e previsto don Guanella, che nel 1907 aveva
acquistato nel confinante Comune di Trenno (dal 1923 incorporato a Milano)
dai conti Belgioioso un vasto terreno d'oltre 200.000 mq occupandolo
nel 1909 e destinandolo a disabili ed anziani; vi erano confluiti quelli
già accolti al San Gaetano.
Là era rimasta la scuola affidata alle Suore. Provvedevano ai
piccolissimi dell'Asilo e agli alunni delle prime tre classi. Scuola
famigliare, ma fatta seriamente e lo provavano gli ottimi risultati
agli esami nella scuola pubblica. Col diploma della terza, i ragazzi
andavano alle officine divenendo artigiani.
Nella nuova sede, le classi furono cinque, tutte affidate ad insegnanti
laici, regolarmente assunti. Distinte e ben sistemate le varie officine,
dove s'entrava col diploma elementare.
L'assistenza disciplinare era passata a Preti e giovani chierici. Fu
eliminato subito l'Asilo, stentò la classe prima, che presto
finì incorporata alla seconda e alla fine furono abbandonate
entrambe.
Non tutti quelli che completavano il corso, chiedevano l'officina; c'era
chi voleva continuare e cercava altrove. Sarebbero rimasti volentieri
a condizione di poter frequentare la vicina Scuola d'Avviamento Commerciale.
Si trovò logica e possibile la richiesta e negli anni 1934 -35
si ebbero i primi allievi, che in breve crebbero fino a soverchiare
le elementari.
FESTE - DIVERTIMENTI - FERIE
La validità d'un Istituto la si giudica dal come e dal quanto
s'avvicina alla realtà della famiglie.
Va tenuto conto dell'ambiente dal quale l'allievo proviene e quello
al quale dovrà tornare.
E' basilare la formazione civile e morale, di capitale importanza il
profitto scolastico, lo è la creazione d'una atmosfera di gioisa
amorevolezza.
Non debbono mancare feste, divertimenti e uscite.
Al san Gaetano, giunsero, lentamente e sempre dosati cinema e televisione;
non mancarono mai divertimenti di tipo casalingo.
Di feste se ne facevano tante. A quelle tradizionali: Immacolata, Natale,
Carnevale, Pasqua, s'aggiungevano quelle proprie: s. Luigi, s. Gaetano,
la festa delle castagne. Non mancava la Messa Solenne e le arricchiva
un pranzo straordinario: giornata in piena libertà e, a sera,
recita. Il teatro aveva una parte importante. Don Guanella l'aveva appreso
alla scuola di don Bosco e lo raccomandava. D'attori ce n'erano fin
troppi, il pubblico non era esigente. Si rappresentavano drammi spremilagrime
e pure operette. Non mancava mai, ad asciugare le lacrime, la farsa
finale. Al vecchio san Gaetano, tardò ad arrivare la cappella
- ci si serviva della vicina Chiesa di S. Ambrogio ad Nemus - si montò
subito il palco, sulla parete di fondo del salone da pranzo. Camminavan
paralleli, divertimento e formazione.
Tempo permettendo, le uscite erano due volte la settimana, il pomeriggio
del giovedì e della domenica. Mete preferite la vicina campagna;
se impediti, suppliva la tombola. Ci s'aggiungevano visite a musei e
a fiere.
D'estate, il numero delle presenze si riduceva, ma era sempre consistente.
A turno, s'andava in ferie. Mete preferite, case dell'Opera in zona
privilegiata: Gozzano (NO), Albizzate (VA), Feltre (BL) che con la bella
e buona posizione, offrivano prestigiose escursioni.
Così fino al 1937, quando s'aprì, accogliente, la nuova
Casa Alpina di Gualdera di Fraciscio, a mt.1.500. Vi si rivivevano i
luoghi cari a don Guanella fanciullo, in una casa accogliente, in una
vallata fantastica. Alternativamente furono date ospitalità e
la gestione. Tutti ne approfittarono fino al 1991, quando si potè
occupare la nuova Casa don Guanella, dono della Provvidenza sui contrafforti
del M. Rosa, in territorio di Riva Valdobbia, alle porte di Alagna.
Era tutta nostra e riduceva a metà il tempo a raggiungerla.
LA PARENTESI DI CASSAGO
Il 24 ottobre 1915 era morto don Luigi Guanella. Al ritorno di quella
data, si richiamava con più effetto la figura paterna, nel desiderio
della sua glorificazione.
Altro 24 ottobre, d'oltre venticinque anni dopo: giorno da sconvolgere
la vita. Infuriava la guerra, vissuta nella penuria degli alimenti tesserati,
disturbati continuamente da allarmi, che non distinguevano fra giorno
e notte. Suonò rabbiosa la sirena, più lunga e più
insistente del solito, alle 16.
Privi d'un attrezzato rifugio si ammassarono tutti in un locale d'angolo,
fidando nello spessore dei muri. Volteggiavano in cielo grossi apparecchi,
che la contraerea cercava di colpire. Si scatenò una lunga lotta,
che durò fino al sopraggiungere del buio: esplodevano le bombe,
sparava l'artiglieria, rumori e fuochi assordavano.
Quando, annunciato il cessato pericolo, uscirono all'aperto, raccolsero
la visione d'una città sinistrata con cento fuochi a diradare
il buio.
Gravi danni non furono riscontrati: uno spezzone incendiario aveva colpito
la cappella, ma s'era spento. Maturava però il pensiero della
necessità d'uno sfollamento. Dove? Come? Quando? Non c'erano
scelte, erano senza mezzi.
Guidati dalla Provvidenza, furono accolti presso la Villa estiva del
Seminario di Lodi, a Cassago Brianza. Là, fu trasferita la grossa
comunità di duecento ragazzi. Non mancarono disagi, ma trovarono
tranquillità. Ebbero cordiale accoglienza e un ottimo impatto
con la popolazione. Per gli alunni delle elementari furono concessi
gli Insegnanti, per quelli della Media, fu impiantata la scuola privata,
che si aprì anche ai locali. A risolvere il problema alimentare
intervennero aiuti, i più svariati. Dove mancava il pane, supplirono
le patate. A combattere il freddo aiutarono stufette fumogene.
Quattro anni durò l'"esilio", poi finì il conflitto,
tornò la pace, chi volle potè tornare a Milano, ad unirsi
ai nuovi ragazzi che nel frattempo avevano chiesto accoglienza. La guerra
ne aveva lasciato molti privi di sostegno!
ELENCO BENEFATTORI INSIGNI
1. s.e. EUGENIO card. TOSI arcivescovo
2. on. DE CAPITANI sen. GIUSEPPE podestà di Milano
3. COMITATO DAME OPERE DON GUANELLA
4. COMITATO per la COSTRUZIONE dell'ISTITUTO SAN GAETANO
5. SIG. cav. GIOVANNI RATTI PRESIDENTE COMITATO COSTRUZIONE
6. CASSA di RISPARMIO delle PROVINCIE LOMBARDE
7. BANCA POPOLARE di MILANO
8. BANCA PICCOLO CREDITO NOVARESE
9. BANCO AMBROSIANO
10. SIG. cav. FERRARESI ACHILLE
11. SIG. comm. CASTELLI ALFREDO
12. SIG. ing. CALORI GIUSEPPE
13. SIG. ing. BALZARETTI VITTORIO
14. SIG. prof. GANASSINI GAETANO
15. SIG. MANTICA GAETANO
16. SIG. dott. FOGLIA ANTONIO
17. SIG. ARIOLI DOMENICO
18. SIG. comm. SALVI CAMILLO
19. SIG. GIUSSANI ATTILIO
20. SIG. BIFFI ELENA
21. SIG. LEVI BROGLIO EVELINA
22. SIG. BUSNELLI ANGELA
23. SIG. DURONI LUCIA ved. BIFFI
24. SIG. coniugi PRIMO MARASI E TERESA MOISES
25. SIG. dott. CIUCCHINI CAMILLO
26. SIG. dott. cav. BISTA BOLGERI
27. SIG. CORBETTA CAMILLO
28. SIG. PARINI IDA
29. SIG. RACHELE CHIESA ved. CRIVELLI
30. SIG. BONELLI CELESTINA
31. SIG. sac. LUONI FRANCESCO
32. SIG. BULBARINI TERESA
33. SIG. DE FELICI ROSA ved. POZZOLINI
34. SIG. ORRIGONI ENRICO
35. SIG. ORRIGONI EDOARDO
36. SIG. BIASOLI AMELIA ved. GUIDO
37. SIG. FRASCHINI EMILIA ved. NASONI
38. SIG. mons. dott. ATTILIO CASTELLI
39. SIG. CARLO e GIUSEPPINA CORNELLI
40. SIG. PIZZAMIGLIO BENVENUTA
41. SIG. CAMILLA CASTELLI SORMANI
42. SIG. coniugi TAVECCHIA ANGELO ed ELENA
43. SIG. ELENA CORTI
44. SIG. ESMERALDA e STEFANO GATTI NAVA
45. SIG. ALLEVI GIULIA
46. SIG. BARDELLI LUIGIA
47. SIG. L. RONCHETTI ved. QUERINI SAN MOISE'
48. FAM. cav. RODOLFO GIUSSANI
49. SIG. FELICE GAVAZZI alla memoria
50. SIG. CARLA MASINI PORRO
51. SIG. cav. SILVESTRO PIZZALI
52. SIG. comm. GAETANO CAMUSSO
53. SIG. TERESA e GAETANO BERTOLAIA
54. SIG. comm. LUIGI STOPPANI alla memoria
55. SIG. MOGLIA GHIOLDI VITTORIA GIUSEPPINA
56. SIG. CEREDA GUGLIELMINA ved. TAVAZZA
57. SIG. BERNUCCA EUGENIA
58. SIG. dott. comm. GIOV. BATT. PUNZI
59. SIG. mons. EMILIO PASINI can. ordin. della Metropoli.
60. SIG. TERESINA RAMAIOLI ved. ELISI
61. SIG. SCEVOLA EUGENIO e CONTE MARGHERITA
62. SIG. dott. VITTADINI ANGELO
63. SIG. CAROLINA MERATI CREMONA
64. SIG. BRUSA PERITO INDUSTRIALE GIORGIO
65. SIG. GIULIA e ACHILLE BRUSA
66. SIG. ELVIRA COLNAGHI fu GIUSEPPE
67. SIG. GIUSEPPINA MESSA in PESSINA
68. SIG. DIRCE CERVIA in BIANCHI
69. SIG. GIUSEPPE DE MARCHI
70. SIG. GIOVANNA DE MARCHI MAZZARELLO
71. SIG. GIUSEPPE MOSCA
72. SIG. MARIA PIOTTI
73. SIG. ALBINA PIOTTI ved. CRESPI
74. SIG. ADELE PIOTTI ved. BRAMBILLA
75. SIG. RAG. ETTORE e ALBERTINA BONOMI
76. SIG. ERNESTA - GAETANO e IDA VIMERCATI
77. SIG. MARIO FIGINI
78. SIG. LAURA COLLINI GREPPI
79. SIG. MARIA RATTI DEVIZZI
80. SIG. CESARINA LOVATI IN GUELFO
81. SIG. ERMINIA PANUGHI
82. SIG. JOLANDA BEDOGNI GARDI
83. SIG. PAOLO SALAMINA
84. SIG. coniugi BORGHI
85. SIG. rag. RENZO BEDOGNI
86. SIG. CAROLINA MONTI RIVOLTA
87. SIG. FELICITA MUGGIANI
88. SIG. JOLE MOSCA
89. SIG. dott. CARLO CASSINA
90. SIG. ACHILLE e GIULIA BRUSA
91. SIG. MICHELOTTI SERGIO
92. SIG. comm. PIERO ZANABONI
93. SIG. cav. MARIO MONTANARI ex allievo
94. SIG. VENZAGHI TERESINA
95. SIG. DALLA COSTA M. MAD. GAENSSLEN KURT
96. SIG. ANGELA DALLA COSTA
97. SIG. cav. GIOVANNI e JOLANDA DAL MIN
98. SIG. avv. GIUSEPPE BATTAGLIA
99. SIG. UMBERTO LUISA VALERIO BATTAGLIA
100. SIG. ROSA RAMONI
101 SIG. FELICE ZUCCOTTI
102 SIG. GIUSEPPE BONANNO
103 SIG. geom. G. CILEA e con. GINA POLTI CILEA
104 SIG. TERESA BRESCIANI
105 SIG. MARCO MORAZZONI ex al. FLORA DIRANI
106 SIG. CEREDA CLELIA
107 SIG. BERTANI ANGELO
108 SIG. DOSSI ENRICA
109 SIG. GANASSINI ADELE ved. COTTI
BENEFATTORI
1. SIG. CAPITANO PAGLIA GIOVANNI
2. SIG. BRAMBILLA PIETRO
3. SIG. TAGLIORETTI ANTONIO
4. SIG. avv. NEBBIA CAMILLO
5. SIG. CERIANI ISABELLA ved. GIANNI
6. SIG. FRASCOTTI GIANNETTO
7. SIG. LOCATELLI LUIGI
8. SIG. INTROINI PIETRO e CATTANEO LUIGIA
9. SIG. CASTELLETTI G. e CERVINI GIACOMO
10. SIG. cav. MONTEVERDI ODGARDO e ESTER
11. SIG. GIUSEPPINA GEA
12. SIG. nob. GIOVANELLI CARLO E SECONDA
13. SIG. cav. STOPPA PIETRO
14. SIG. rag. PIETRO e ESTER VIGO
15. DITTA SCORTA e COMPAGNI
16. SIG. LUIGI SPALLA
17. SIG. VAGO GIUSEPPE
18. SIG. VERATTI MARANNA
19. SIG. NOBILE MOZZONI
20. SIG. ing. PRO CARLO MORIONDI
21. SIG. ONORATO BAGATTI
22. SIG. GAETANO FERRARIO
23. SIG. ZANI DEMETRIO CARLO
24. SIG. GIUSSANI BENVENUTO e PIETRO
25. SIG. CAMPANA CARLO
26. SIG. RAVIZZA E. ved. PELLEGATTA
27. FAMIGLIA BORTOLI
28. SIG. MANZONI PAOLINA
29. SIG. RONCARI mons. FILIPPO
30. SIG. BELGERI mons. AMBROGIO
31. SIG. cav. VILLANI FRANCESCO
32. SIG. MASSIMO e ROSA CESAREO
33. SIG. POZZI CHIARA
34. SIG. dott. CARLO MARANGONI
35. SIG. N.D. CLEME RUSCONI
36. SIG. CLERICI CASTIGLIONI
37. SIG. OMARINI LUIGI
38. SIG. coniugi SCEVOLA
39. SIG. CAZZANIGA GIOVANNI
40. SIG. SOMMARUGA ADELE E PEDETTI
41. SIG. ELISA PELLI BORSA
42. SIG. ANGELO TERZAGHI alla memoria
43. SIG. comm. UGO RIZZI
44. SIG. TERESINA RESCHIGNA e BORELLO
45. SIG. prof. ANGELO MANZONI
46. SIG. ALBINA PIOTTI ved. CRESPI
47. SIG. MARIA PIOTTI
48. SIG. TOMINETTI FRANCESCO e ORESTE
49. SIG. MAURI GIUSTINO
50. SIG. CARBONI GIUSEPPE
51. SIG. BARGIGGIA ERNESTO e Fam.
52. SIG. MARIA e AMEDEO BIRAGHI
53. SIG. ANGELO CERETTA ex allievo
54. SIG. GIULIO CESARE ROSSEL
55. SIG. MIRA ROSSEL DALLA COSTA
56. SIG. CASSONI ATTILIO
57. SIG. MEAZZA CAROLINA ved. CLERICI
58. SIG. prof. GIUSEPPE ORLANDI
59. SIG. DE MARCHI EUGENIO
60. SIG. DE MARCHI MARIA IN BORLENGHI
61. SIG. MARIA VISMARA
62. SIG. gr. uff. avv. GIOVANNI VISMARA CURR0'
63. SIG. rag. GIOVANNI BOSETTI
64. SIG. ANDREA PORTATADINO
65. SIG. OLIVIERO e PAOLA - ELISA VOLPI
66. SIG. EMILIA FINZI PRAVEDONI
67. SIG. M. MADDALENA DALLA COSTA
68. SIG. EMILIA FINZI PRAVEDONI
69. SIG. EMILIA FINZI PRAVEDONI
70. SIG. M. MADDALENA DALLA COSTA
71. SIG. dott. prof. CAMILLO ROTA ROSSI
72. SIG. BEVILACQUA GIULIA ved. FRIGO
73. SIG. AMATI TERESA
74. SIG. LEVATI ALFREDO
75. SIG. NOE' PAGANI e IDA PAGANI - BERTOLAZZI
76. SIG. PIA SIRONI in PERONI 8/7/1966
77. SIG. prof. CAMILLO ALBERICI
78. SIG. ANGELO LOMBARDI
79. SIG. dott. GAETANO PIAZZA notaio
80. SIG. PIAZZA JOLANDA
81. SIG. DALLA COSTA ANTONIO
82. SIG. DALLA COSTA GIUSEPPINA
83. SIG. f.lli ELVIRA RICCARDO SCOTTI
84. SIG. ANNUNCIATA CAIMI
85. SIG. ANGELA MARIDATI ved. ANNONI
86. SIG. PIETRO BERSAGLIA
87. SIG. NINO e PINA BESTETTI
88. SIG. ENRICHETTA TERRANEO
89. SIG. VERGA DOLORES
90. SIG. FRATTINI IRMA
91. SIG. LIOY FERNANDA
92. SIG. COLOMBO ANTONIETTA
93. SIG. LOCONTE MARI
LA CHIESA
Si era agli anni cinquanta, ne erano trascorsi venticinque dall'inaugurazione
dell'Istituto, e la Chiesa non c'era ancora. Sempre e solo la provvisoria.
E' vero che il 18 maggio 1940 era stata posta, in grande solennità,
la PRIMA PIETRA: aveva funzionato il Vescovo Missionario mons. Lorenzo
Balconi.
Erano anche spuntate timidamente le fondazioni dal terreno, ma poi s'erano
fermate.
Diceva la gente: non hanno vigore. Eppure la sognavano una bella Chiesa,
centro di fede, segno di gratitudine e insieme d'invocazione di protezione.
L'aveva sognata anche don Guanella.
Nel 1952, scadeva il sessennio di don Tosi, che fu mandato a Nuova Olonio.
La scelta del successore non fu casuale: si tenne in conto il problema
della chiesa. Cadde su don Ezio Cova, trentottenne, che già nelle
Puglie, aveva dato buona prova. E portava, in più, anche la parte
del cuore: non era solo milanese di nascita, era stato allievo dell'Istituto.
Si mise subito all'opera, partendo dall'esame delle fondazioni: erano
tanto vecchie che pensò bene di chiedere parere di stabilità.
Aveva a disposizione una cara persona, il tecnico di fiducia, l'ing.
Giuseppe Calori, che suggerì d'interpellare l'arch. Giuseppe
Martenenghi, che aveva appena finito il Santuario di S. Rita da Cascia.
Il giudizio espresso fu chiaro: tenuto conto del lungo lasso di tempo
trascorso e dei nuovi canoni dell'edilizia, considerate le aggiunte
apportate nei fabbricati e le nuove esigenze dell'Istituto, era conveniente
un aggiornamento.
Accolto il suggerimento, fu logico affidare allo stesso Architetto la
stesura del nuovo progetto, che, sottoposto al vaglio dei Superiori
e della Curia, ottenne l'approvazione e il "via".
Nella primavera del 1954, comparvero gli operai a piantare il cantiere.
S'introdussero senza cerimonie e manifestazioni, come chi riprende il
lavoro sospeso al termine della giornata. Adattarono le vecchie fondamenta
al nuovo progetto, misero le impalcature, salirono svelti i muri, comparve
il tetto e, sul tetto, la bandiera spiegata. Vennero le finiture esterne
ed interne, sparì l'intreccio dei legnami ed apparve maestoso
il nuovo fabbricato festoso nel rosso - mattone. C'erano voluti diciotto
mesi a mettere la parola "fine".
IL TEMPIO NELLA SUA STRUTTURA
Ci stava proprio bene la nuova chiesa inserita nel grande fabbricato
dell'Istituto.
Affacciata alla grande arteria di via Mac Mahon, con otto gradini a
sollevarla sul piano stradale, s'immette sul sagrato, che non è
ampio, ma bastante. Ad ornarlo, il magnifico monumento al Beato don
Guanella, nella sua missione di padre degli orfani. Una modesta salita,
girando attorno, permette l'adito dei mezzi meccanici.
Il sollevamento della costruzione ha consentito l'allestimento d'una
grande sala teatro, capace di quattrocento posti, nel piano inferiore.
L'architettura rappresenta un felice richiamo allo stile neo-classico,
modernamente interpretato: lo sovrasta una bella cupola, di stile bramantesco,
che piove la sua calda luce sul presbiterio.
Sul frontone del pronao, risaltano nel bianco della pietra d'Aurisina,
tre pannelli, d'alto valore artistico inneggianti alle tre devozioni
di don Guanella: la Madonna, il S. Cuore, il Papa.
S'entra nell'interno, accolti in un lungo corpo, di mt 50X20, diviso
in tre navate, segnate da otto grossi pilastri in cemento armato, alti
mt.11.
L'alternativa al rosso mattone delle pareti laterali, col bianco di
quelle interne, crea una riposante visione di gioco di luci. Nell'ampio
cornicione, lungo le pareti laterali, otto grandi statue di mt. 3,30
di pietra di Vicenza, ricordano, coi Patroni della Diocesi, Ambrogio
e Carlo, i Santi della carità, protettori dell'Opera.
Il presbiterio, che inizialmente rifletteva la solennità del
grande altare, è ora intonato ai nuovi canoni liturgici: una
grande mensa, un artistico ciborio, e un comodo ambone. Accoglienti
i seggi per i celebranti.
Benedetta per la celebrazione dei Sacri Misteri, la chiesa fu poi solennemente
consacrata dall'Arcivescovo Montini, il 28 ottobre 1960, prima d'una
serie di cerimonie destinate alla Giornata delle Nuove Chiese.
LE SUORE
Non è possibile dimenticare le Suore, senza le quali, non sarebbe
sorto, almeno sollecitamente, il san Gaetano. C'erano, non ci sono più.
Nate primogenite dal cuore di don Guanella, curarono con tenerezza materna
il sorgere e il crescere del ramo maschile.
A Milano, da dodici anni, con un'efficiente Casa d'accoglienza, che
nel nome di PIA CASA DEI POVERI ne indicava la natura, quando, a lato
della loro chiesa, iniziava il san Gaetano, donarono generosamente quanto
erano e quanto avevano.
Portarono il maggior peso degli inizi.
I preti erano pochi, loro fortunatamente molte: a quelli lasciarono,
col ministero, l'impegno della direzione, tennero per se' tutti i servizi:
la cucina e il guardaroba, l'ordine e le pilizie; per anni andarono
due volte la settimana al Mercato generale -il Verziere- a mendicare
frutta e verdure, per dare sapore alle minestre e guarnire i piatti.
Ai ragazzi facevano la scuola, riservando attenzioni particolarissime
ai piccoli: li alzavano da letto, li lavavano, li portavano a colazione,
li seguivano negli impegni e nei giochi.
Così per anni, nella prima sede e in quella nuova, dove ebbero
una propria Casa riservata. Raggiunsero il cospicuo numero di dodici.
Poi cominciò la riduzione causato dal calo di vocazioni, congiuntamente
alla maggior richiesta in Casa propria. Esempio di dedizione e di sacrificio,
restarono, le poche fino a quando lo spirito sostenne le scarse forze
e poi si ritirarono silenziose, pronte ad essere spremute fino all'esaurimento,
costanti nella preghiera.
VELE E REMI PER LA BARCA
Fatta la Chiesa e subito costituita la Parrocchia, si sentì
l'urgenza di costruire locali di complemento. S'organizzavano Associazioni
di giovani soprattutto, ma anche di altre categorie, forzate in locali
di fortuna. Per i maschi, serviva la già cappella provvisoria;
per le femmine s'affittò lo scantinato d'una nuova costruzione.
Occorrevano aule per il catechismo. Già nel 1958, era stato approntato
un progetto che aveva ottenuto il benestare del Comune, ma era poi stato
abbandonato per sopravvenuti altri impegni.
Nel 1965, il 25 ottobre, era avvenuta la beatificazione del Fondatore.
L'evento meritava un segno che dicesse gratitudine e fosse di slancio.
Meglio d'un monumento di marmo o di bronzo, sarebbe stato far sorgere
la casa delle attività.
Si riprese l'idea. Architetto e Ingegnere studiarono e prepararono il
progetto che ebbe l'approvazione, oltre che dei superiori e della Curia,
del Comune. Istituto e Parrocchia unirono le forze, si mise in conto
la fiducia nella Provvidenza e, dove sorgevano i magazzini, si fece
posto ad un grande fabbricato di cinque piani, riservando il seminterrato
agli impianti e ai giochi al coperto, il rimanente alle diverse attività.
Nel tempo intervennero migliorie e variazioni allo scopo di una maggiore
utilizzazione. Simpatica l'ultima nell'anno 2000, per creare una grande
sala capace d'accogliere un rilevante numero di persone: trovarsi assieme,
in fraterna amicizia, anche per un pranzo sociale, favorisce la concordia.
PARROCI DELLA PARROCCHIA S. GAETANO
ALIMANDI DON ENRICO DAL 1955 AL 1959
BACCECCHI DON REMO DAL 1959 AL 1970
BUDINO DON ARMANDO DAL 1970 AL 1984
COGLIATI DON ROMOLO DAL 1984 AL 1989
BALDINI DON MARIO DAL 1989 AL 1999
CANTALUPPI DON GABRIELE DAL 1999
IN CAMMINO COI TEMPI
Poiché il tempo non cammina, ma corre, per non restar tagliati
fuori, occorre non perderlo di vista. Sorgono, in continuazione, nuove
esigenze, s'affacciano nuove povertà.
Negli anni settanta, l'Autorità Politica pose l'attenzione sugli
Istituti per minori. Se, fino ad allora, questi ultimi avevano camminato
indisturbati, ora si esaminavano le esigenze e le eventuali deficienze.
Il san Gaetano, che non aveva atteso la spinta ed era già al
lavoro, s'impegnò più a fondo. Pur facendo grande attenzione
a non perdere la propria identità, doveva recepire le nuove richieste
e realizzarle.
Due gli impegni da affrontare. Primo quello delle strutture.
Superato il concetto delle grandi camerate, di facile sorveglianza,
e dell'unica aula di studio; eliminati i lunghi tavoloni per i pasti,
si chiedevano ambienti col riflesso della famiglia: stanze a quattro
- sei letti, aule supplementari speciali per lo studio, tavoli a piccoli
gruppi nel refettorio. Grandi invece i locali per il gioco al coperto,
come la palestra per la ginnastica. Poi abbondanza di servizi, con bagni
e docce, sala medica, infermeria.
Per mesi e mesi, la Casa fu tutto un cantiere, anche perché ci
s'aggiunse il riordino degli alloggi del personale direttivo e delle
Suore.
Si rifece l'impianto di riscaldamento, si portarono a norma di legge
gli estintori antincendio, ci stette anche il primo ascensore.
Il san Gaetano respirava a pieni polmoni, capace d'affrontare nuovi
orientamenti tra gli ospiti.
GLI EX ALLIEVI
Particolare attenzione meritano e godono gli Ex -allievi. Ben si possono
paragonare ai figli di famiglia che, fatti adulti, hanno fatto la loro
vita. Sempre figli, sempre cari e amati.
Motivi diversi li avevano convogliati all'Istituto: lì, hanno
trovato che rappresentava e sostituiva mamma e papà, chi li ha
condotti per mano, nelle difficili vie della vita.
Quando, trascorsi gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza, muniti
d'un certificato di scuola, o d'un attestato di apprendistato, si sono
divisi, la parola di saluto non è stato l'addio, ma il rivederci,
e la raccomandazione a non dimenticare che la porta del san Gaetano
resta sempre aperta.
Ora, è una larga schiera che porta nel mondo il nome e lo spirito
di don Guanella. Con indole distinta, assorbiti da diversissime situazioni
della vita, non tutti han conservato l'affettuoso attaccamento: distrazioni
e preoccupazioni hanno offuscato in alcuni, ricordo e sentimenti.
Non tutti, per fortuna. Resta il gruppo dei fedelissimi che puntano
a quella Casa, sempre Casa.
Li inquadra L'ASSOCIAZIONE EX-ALLIEVI ed AMICI , che li tessera, li
lega con stampe e incontri. Li chiama a Convegno: uno grande nel settembre
e due ridotti alle vigilie rispettive di Natale e Pasqua.
E' loro il dono del monumento che, sul sagrato, ricorda don Guanella,
padre dei piccoli. A lui offrono omaggio di fiori. Lo riconoscono, l'onorano,
l'invocano "Padre".
PRESIDENTI ASSOCIAZIONE EX ALLIEVI ed AMICI
CESARATTO VITTORIO DAL 1946 AL 1966
ALFANO ANGELO DAL 1946 AL 1950
BANDERA MARIO DAL 1951 AL 1966
COLOMBO GIOVANNI DAL 1967 AL 1971
ESPOSITO TIZIANO DAL 1972 AL 1974
SIRONI FELICE DAL 1975 AL 1976
CATTANEO ROBERTO DAL 1977 AL 2002
DE FAVERO CLAUDIO DAL 2002
ALAGNA
La Casa Alpina Don Guanella era stata acquistata dell'Istituto di Fara
Novarese, tramite don Antonio Turri, allora economo generale, dalla
sig. Guglielmina Anna Maria, per far passare vacanze più serene
e tranquille ai ragazzi che durante l'estate rimanevano sempre in Istituto.
La data di acquisto è del 13 febbraio 1962.
Il 16 gennaio del 1985, durante una riunione del Consiglio generale
dell'opera don guanella, nella quale si disponeva la chiusura della
casa s. Girolamo di Fara, la Casa Alpina Don Guanella di Riva Valdobbia-
Alagna era affidata all'istituto s. Gaetano di Milano con impegno di
ristrutturarla per l'uso dei ragazzi dell'Istituto, per le necessità
degli assistiti dell'Opera, prevedendo alcuni locali per i Confratelli
bisognosi che ne facessero domanda.
Era inoltre stanziato il ricavato della vendita dell'eredità
Zerbinati come fondo principale per la costruzione; al resto doveva
provvedere la Casa di Milano, Istituto san Gaetano.
I progetti erano affidati all'arch. Pellegro Promontorio, gli studi
e la realizzazione dei cementi armati all'ing. Giorgio Gagliano, mentre
per la gestione economica si impegnava, gratuitamente, il geometra Giuseppe
Gagliano, per una promessa fatta a don Vito Viti quando era ancora superiore
dell'Istituto s. Gaetano.
Il 18 febbraio 1988 arrivava finalmente la concessione della ristrutturazione
con l'obbligo di rifare la Casa col precedente perimetro, con le caratteristiche
esterne ,compreso il tetto in piode valsesiane.
I lavori erano affidati alla Cooperativa Edil-Grignasco e procedevano
a ritmo montanaro, con le comprensibili difficoltà dovute alla
lontananza dai centri di rifornimento, al freddo, e ai limiti di tempo
determinato dalle corte e poco propizie stagioni. La si è terminata
a fine aprile del 1991.
I primi ad essere accolti furono i ragazzi del San Gaetano, poi famiglie
e Confratelli, non esclusi anziani, ragazzi delle diverse Case dell'Opera.
La casa Alpina, sorge a 1200 m sul livello del mare in Località
Miniere, ai piedi del Monte Rosa. Dispone di 60 posti letto in camere
singole, doppie, e familiari. Tutte le stanze con bagno privato e doccia.
Ascensore, servizio bar, sala polifunzionale (TV, lettura, conferenze)
sala giochi. All'esterno: parcheggio, campo sportivo e molto verde.
Vicino alla Casa i nuovissimi impianti di risalita del Comprensorio
sciistico del Monterosa ski.
Le immagini delle gite e delle feste sono la migliore descrizione della
bellezza dei luoghi e il grado di gioia e di soddisfazione per chi fruisce
giorni sereni, capaci di rigenerare, sotto l'attenta e appassionata
supervisione e direzione di don Attilio Molteni.
CAMBIA LA COMPOSIZIONE
Già s'affacciavano le trasformazioni.
Le elementari che già avevano perduto le prime due classi, perdettero
presto anche la terza, cedendo spazio alla Media, sempre più
richiesta. Sede, la vicina scuola d'Avviamento G.B. Piatti, da tipo
Commerciale. Si era offerto, a titolo gratuito l'uso delle aule per
una Sezione staccata interna di scuola Media, che favoriva la migliore
organizzazione del dopo - scuola, ed eliminava i disagi del tragitto
con pioggia o neve.
Col numero cresceva la richiesta d'aprire alle femmine. Si diceva: la
famiglia è ben composta da membri di entrambi i sessi. Nel 1978,
s'ebbe la prima accoglienza che presto divenne numerosa; unico impegno
era non permettere che il numero soverchiasse l'equilibrio.
A non godere buona salute era il reparto artigiani. L'istruzione obbligatoria
ai quattordici anni sottraeva i giovanissimi. Raggiunta quell'età,
chi voleva lasciare gli studi trovava facile accoglienza in Aziende
specializzate, fornite di attrezzature moderne e col vantaggio d'un
compenso che l'Istituto non solo non dava, ma chiedeva sotto forma di
retta.
Segnò la fine della tipografia, la più vivace, che cedette
i propri locali alla ricreazione nei giorni di freddo e pioggia. Restò,
modestissima, la sartoria per ecclesiastici e una calzoleria che oltre
a riparare scarpe, ne faceva di nuove per i defunti. I due capo-bottega
finirono per restare soli.
Il san Gaetano aveva fatto un buon passo, che però non era l'ultimo.
UN LUNGO PERIODO
Si dice che abbia chiuso e aperto più case don Guanella da
solo, nell'arco di un decennio, che non i molti suoi sacerdoti nell'arco
di cinquant'anni. Ai tempi di d. Guanella, le case erano… case,
non grandi e complessi istituti: non erano a tal punto tecnicamente
e specialisticamente strutturate, neppure quelle per anziani e handicappati,
da rendere ogni mutamento impresa improba ed estremamente onerosa.
Chi vede per la prima volta il plesso san Gaetano, rimane colpito per
la sua imponenza: sembra impossibile potesse essere abitato pienamente.
L'istituto era la casa, la scuola, il luogo di incontro e svago di oltre
150 piccoli ospiti. Agli ambienti di studio (es. scuola) o di lavoro
(es. l'attività della tipografia) dovevano corrispondere altrettanti
spazi per il "reparto notte", per il gioco e il soggiorno.
Ogni ambito era occupato, anzi, a dire il vero gli assistenti di allora
avrebbero gradito di più…ma, si sa, alcuni desideri erano
allora da considerarsi un lusso.
Erano gli anni della scuola elementare, privata prima e pubblica poi,
della scuola di avviamento commerciale prima e della scuola media poi,
che prenderà viva via il sopravvento quasi esclusivo, accanto
agli artigianelli della attività tipografica.
Nuove esigenze, siamo negli anni '76/'78, richiederanno la chiusura
dell'internato (permanenza durante la notte) e la chiusura anche della
tipografia. Si vennero così a creare numerosi locali, utilizzati
solo in parte per nuovi spazi di gioco al coperto o per potenziare aule
accessorie (biblioteca, aula lingue, aula musica, gabinetto scientifico,
aula sostegno…) tutto a vantaggio della Scuola Media. Questo servizio,
-scuola statale al mattino e attività educativa nel pomeriggio
- vivrà il suo momento migliore per una ventina di anni (memorabili
le file fuori dell'istituto per non perdere la precedenza all'iscrizione!)
Indovinata fu, nel frattempo, la scelta di ristrutturazione dell'ultimo
piano di un'ala con camere da destinarsi a studenti universitari disposti
a fare un cammino comunitario e cristiano.
Ma anche questa decisione non valorizzò pienamente gli spazi
liberi, spazi peraltro non alienabili in quanto bisognosi di interventi
strutturali.
Non è possibile non segnalare come nel periodo dell'Istituto
- semiconvitto, la presenza attiva di molti genitori di alunni che,
oltre a rendere l'ambiente più vivace con iniziative di feste
e di intrattenimento, maturarono un rapporto di stima e di collaborazione
che continua nel tempo, costituendo un gruppo di volontari sempre a
disposizione per ogni evenienza dell'Istituto.
ESIGENZA DI IDENTITA'
La conoscenza, anche sommaria, di un po' di "storia" del S.
Gaetano, porta a sottolineare come esso ha una sua vita con ricorrenti
fasi di inizio, di sviluppo, di stasi e di ripresa. In tutti questi
momenti non vengono snaturate le finalità dell'operare della
casa che non rinuncia mai alla sua identità e validità,
ma è stimolato a confrontarsi con l'evolversi della cultura.
Espressione della cultura del singolo momento storico sono anche le
normative che, codificate, sono poste come capisaldi. Nel campo dell'educazione
e dell'assistenza, nel 1986 la Regione Lombardia vara la sua prima legge
(L.R. 7/1/86 n. 1: Riorganizzazione e Programmazione dei servizi socio-assistenziali
della Regione Lombardia) e su questa viene formulato il Piano Regionale
Socio-Assistenziale per il triennio 1988-1990 (Deliberazione del Consiglio
Regionale del 23/12/87 n.IV/871).
La normativa non fu di poco conto perché enumera e identifica
i possibili servizi alla persona, mettendo espressamente in evidenza
standard strutturali e gestionali, nonché criteri e principi.
Il San Gaetano si presentava con due servizi: un Pensionato per Universitari
e un altro, più corposo, costituito da una scuola al mattino
e con annesso "doposcuola, formazione ed educazione" al pomeriggio
per ragazzi preadolescenti. La gestione del mattino era a cura dello
Stato, anche se non in modo esclusivo; il pomeriggio a cura dei Sacerdoti
del San Gaetano. L'identità era in parte compromessa: istituto
scolastico o istituto educativo assistenziale? Gli schieramenti erano
legati alle sensibilità, agli interessi e ai ruoli dei componenti
del San Gaetano: allievi, genitori, insegnanti, educatori, sacerdoti.
A rendere meno chiara la duplice gestione, ecco spuntare la scuola a
tempo pieno, la mensa scolastica, il proliferare di laboratori come
completamento delle ore di scuola. La scuola, per la sua evoluzione
confinava l'attività dell'istituto educativo assistenziale a
momenti marginali e poco significativi. La normativa, precedentemente
richiamata, e quella che veniva emanata negli anni successivi, differenziava,
senza mezzi termini, gli standar strutturali e gestionali di chi operava
nel campo educativo e assistenziale, da quelli che erano le richieste
di una gestione scolastica. E proprio per quanto attiene alla struttura
, su scala nazionale ed europea, si ebbe una serie di leggi
( art. 9 legge n. 46 del 5 marzo 1990 "Dichiarazione do conformità
dell'impianto alla Regola d'arte") a cui si aggiungerà il
Decreto legislativo n. 626 del 19/9/94 "Sicurezza e prevenzione
sui luoghi di lavoro" .
IPOTESI DI ADEGUAMENTO
Le decisioni non potevano più essere procrastinate , ma occorreva,
anche e soprattutto, avere un progetto ben delineato.
Parte in seno alla Comunità Religiosa la riflessione, che si
allarga poi ad istituzioni similari e agli organismi pubblici preposti
all'educazione e all'assistenza.
Si erano enucleate queste piste: continuare nel solco della tradizione
in ordine a minori e giovani; non dar vita a un servizio di massa, ma
più servizi, gestiti in stile familiare; operare in rete ed assieme
ad altre agenzie educative, ipotizzando anche una certa flessibilità
futura.
Un gruppo di persone, a capo di alcune cooperative sociali (SIS -Sistema
imprese Sociali) condivideva l'impostazione ideale ed operativa e si
affiancava nell'approfondimento di nuove scelte.
Nacque così una ipotesi di Progetto San Gaetano, che verrà
affermandosi sempre più in un progetto unitario: l' attuazione
da una parte richiedeva una messa a norma dello stabile e dall'altra
una diversa sistemazione interna in conformità al Progetto.
Quando tutto sembrava arenarsi per le difficoltà di "reperimento
fondi" ad iniziare i lavori di ristrutturazione, arrivò
un segno di Provvidenza, un segno inequivocabile di un Benefattore che
desiderava mantenere l'anonimato. Fu un segno interpretato come volontà
di Dio, perchè permetteva di coprire le spese di un anno di cantiere.
Altro segno determinante, la disponibilità delle altre Case dell'Opera
don Guanella, tramite la Provincia del Sacro Cuore, di anticipare quanto
fosse necessario: anticipo che dovrà essere restituito nel più
breve tempo possibile, negli anni a venire.
SISTEMA IMPRESE SOCIALI
E' un consorzio di cooperative sociali costituito per sostenere e accompagnare
lo sviluppo dell'imprenditoria sociale. L'area di intervento di SIS
è la città e la provincia di Milano. Il consorzio sviluppa
iniziative di formazione professionale, ricerca, consulenza e gestione
nel settore dei servizi alla persona e dell'inserimento lavorativo di
soggetti svantaggiati.
Gli operatori e le cooperative sono impegnati a promuovere la cultura
della solidarietà attraverso attività di servizio destinate
a quei settori della popolazione che sono a rischio di marginalità.
Sistema Imprese Sociali collabora con Enti Locali, imprese pubbliche
e private, Associazioni e si avvale delle competenze delle cooperative
socie, di collaboratori e consulenti specializzati.
E' con il SIS che il san Gaetano ha progettato e porta avanti il Centro
san Gaetano, suddividendo incarichi, servizi e responsabilità.
Il SIS ha la sede legale e operativa in via Bordighera, 6 Milano e la
sede attività formative in pz. XXV aprile, 2 Milano.
Il consorzio partecipa attivamente nel Centro, attraverso due Cooperative:
"Spazio Aperto Servizi" e "Grado 16".
IL "NUOVO" PROGETTO
Il Progetto dell'Istituto San Gaetano è venuto ad enuclearsi
a tappe considerando i bisogni emergenti e valutando criteri di fattibilità.
Si abbandona l'idea di un'unica attività prevalente, per rispondere
a più esigenze ed interloquire maggiormente con il territorio.
Sostanzialmente l'Istituto appare come un "contenitore" in
cui si individuano i Servizi e un Centro Culturale. Questo contenitore,
animato dalla Comunità Religiosa Guanelliana che vi opera anche
direttamente, ha come finalità l'aiuto educativo e caritativo
nei confronti delle persone bisognose di tale supporto sia al suo interno
sia nel territorio circostante.
Per esprimere l'unità e l'irradiazione della propria attività
si è voluto definire e chiamare l'istituto col nome di "Centro",
Centro San Gaetano.
Accanto al nome un logo: una conchiglia aperta in cui si intravede una
perla preziosa. Diverse le interpretazioni del logo, suggestiva quella
che individua nella perla ogni persona che si accosta al Centro.
I Servizi si dividono in residenziali (pensionato universitario, n.
2 comunità alloggio, casa Gastone) e in diurni (centro educativo,
tempo per le famiglie).
Il Centro Culturale, di animazione e formazione, si manifesta attraverso
iniziative, alcune a carattere permanente nel corso dell' anno (Seminari,
Pastorale universitaria, Corsi di formazione professionale, Associazione
Methodotrè) , altre a carattere contingente e sono iniziative
di vario ordine - culturale, religioso, sociale, ricreativo - che utilizzano
principalmente la sala conferenze, la palestra, il teatro.
DIRETTORI DELL'ISTITUTO SAN GAETANO
1. VANNONI DON SILVIO DAL 1902 AL 1920
2. PONTOGLIO DON VITTORIO DAL 1920 AL 1922
3. CUGNASCA DON MARTINO DAL 1922 AL 1925
4. FILISETTI DON SPERANDIO DAL 1925 AL 1930
5. ALIPPI DON SALVATORE DAL 1930 AL 1932
6. RIVELLINI DON ABRAMO DAL 1932 AL 1933
7. BUZZI DON AMBROGIO DAL 1933 AL 1936
8. CANZI DON AMEDEO DAL 1936 AL 1937
9. MANAZZA DON LUIGI DAL 1937 AL 1942
10. BASSANI DON GAETANO DAL 1942 AL 1945
11. ALIPPI DON LUIGI DAL 1945 AL 1946
12. TOSI DON LUCIANO DAL 1946 AL 1952
13. COVA DON EZIO DAL 1952 AL 1955
14. ALIMANDI DON ENRICO DAL 1955 AL 1958
15. BACCECCHI DON REMO DAL 1958 AL 1964
16. MARNATI DON LUIGI DAL 1946 AL 1967
17. GIAMPEDRAGLIA DON OLIMPIO DAL 1967 AL 1970
18. BRAZZOLI DON LEO DAL 1970 AL 1976
19. VITI DON VITO DAL 1976 AL 1982
20. ROSSETTI DON ALFREDO DAL 1982 AL 1991
21. BIGELLI DON LEONELLO DAL 1991 AL 1994
22. GRIDELLI DON TONINO DAL 1994 AL 1997
23. MORTIN DON GABRIELE DAL 1997
LA RISTRUTTURAZIONE
Ha il suo inizio il giorno 28 febbraio 1999 e il suo termine in data
12 dicembre 2001.
L'Architetto è il dott. Pellegro Promontorio, Direttore dei Lavori
l'arch. Vittorio Fontana, il geometra che rappresenta l'Opera don Guanella
è il sig. Martino Fontana, l'impresa edile è la Valassi
Carlo s.r.l. , la ditta per gli aspetti idraulici, Fratelli Fortis snc
e per gli aspetti elettrici ditta Bertolazzi Angelo.
L'intervento proposto si basa sulla necessità espressa dall'Opera
don Guanella di intervenire sul complesso dell'Istituto San Gaetano
con alcune opere che consentano di adeguare la struttura alla serie
di nuove esigenze espresse dal Progetto.
Vista la diversità dei servizi è indispensabile predisporre
una nuova articolazione degli spazi interni con la realizzazione di
nuovi percorsi sia verticali (ascensori) sia orizzontali che consentano
da un lato il superamento delle barriere architettoniche presenti, dall'altro
una separazione delle funzioni legate alle singole attività comprese
all'interno della struttura. In particolare, si cerca di evitare di
modificare, dove non indispensabile, la struttura e l'esterno del fabbricato
in modo da conservarne l'integrità attuale.
La realizzazione di un secondo accesso sul lato Monteceneri si rende
necessario per svincolare gli accessi di alcuni servizi, ingresso che
comunque potrebbe essere regolato direttamente dalla portineria, posta
all'ingresso principale, mediante un impianto video a circuito chiuso.
Delle considerazioni particolari devono essere fatte in merito alla
messa a norma degli impianti tecnologici dell'Istituto. Da un lato si
è in presenza di una centrale termica esistente e conforme a
quanto previsto dalla normativa vigente, dall'altro gran parte della
distribuzione dell'impianto di riscaldamento risulta essere datata ed
improntata su principi abbastanza vetusti. Pertanto è da predisporre
un nuova distribuzione con criteri moderni.
Tutto l'impianto elettrico va rimesso a norma. L'impianto di antincendio
va sicuramente rinnovato. Inoltre occorre prevedere la realizzazione
di tutto l'impianto di rilevazione dei fumi.
CENTRO SAN GAETANO: DESCRIZIONE
• TEMPO PER LE FAMIGLIE
Si tratta di un servizio che da qualche tempo ha superato la fase sperimentale
ed ha ormai raggiunto un livello d'implementazione consolidato.
Durante diverse porzioni di tempo, i bambini e i loro genitori o i loro
nonni vengono accolti all'interno degli spazi adibiti allo svolgimento
dell'attività, suddivisi in due turni, il mattino o il pomeriggio.
Con una particolare ulteriore differenziazione per quanto riguarda la
giornata del mercoledì, durante la quale il servizio è
aperto ai bambini più piccoli, cioè quelli che non hanno
ancora compiuto i due anni, e ai loro accompagnatori, siano essi genitori,
nonni o baby-sitter.
All'interno di questo servizio attualmente si muovono all'incirca 120
famiglie. E' un numero considerevole, visto, tra l'altro, che quest'attività
non si caratterizza per essere un asilo nido, con tutti gli aspetti
organizzativi e logistici che ne conseguono, ma per essere una proposta,
in virtù della quale non solo viene garantita la cura dei piccoli,
ma in cui viene dato particolare riguardo all'instaurazione e alla gestione
delle relazioni tra le figure adulte parentali o meno, per le quali,
tante volte, l'avere a casa un piccolo bambino da curare può
diventare un'importante causa di chiusura nella propria dimensione abitativa,
spesso solitaria ed un po' alienante. A gestire direttamente il Servizio
è la Cooperativa Grado 16, associata al Consorzio Sistema Imprese
Sociali.
• COMUNITA' ALLOGGIO
E' questo un servizio dal grande valore morale, oltre che educativo.
Nelle due piccole comunità aperte all'interno della Casa san
Gaetano e gestite dalla Cooperativa sociale "Spazio aperto servizi",
sono inseriti 16 bambini, compresi tra i tre e i dodici anni.
I responsabili e gli operatori delle comunità lavorano a stretto
contatto con il Tribunale per i minorenni e con i servizi sociali del
Comune a cui è affidata la responsabilità giuridica dei
minori presi in carico.
Le giornate per bambini e ragazzi, che condividono spazi ed ambienti
con i loro educatori, trascorrono come quelle di un qualsiasi altro
bambino o ragazzo che si trovi a vivere in un normale contesto familiare.
La scuola il mattino, il pranzo, una volta tornati a "casa",
il gioco, i compiti, un po' di merenda e di svago il pomeriggio; la
sera, infine, una bella cena comunitaria e conviviale, a parlare magari
delle cose belle ed anche un po' brutte della giornata, prima di finire
con un bel gioco per tutti o un film da vedere assieme.
Certo, a questi minori manca per buona parte della loro esistenza una
dimensione veramente familiare, ma sicuramente chi opera con loro sa
offrire calore e disponibilità all'ascolto, così come
si conviene in una grande famiglia allargata a cui tutti sentono di
appartenere.
• CENTRO EDUCATIVO DI PREVENZIONE PRIMARIA E DI SOSTEGNO
ALL'ADOLESCENZA E ALLA FAMIGLIA
E' questa un'attività di grande tradizione e di notevole importanza
nell'ambito del servizio che l'Opera don Guanella ha sempre rivolto
ai minori e, di conseguenza alle loro famiglie. Attualmente, i ragazzi
accolti all'interno del centro sono più di 40, tra maschi e femmine,
ed hanno tutti un'età compresa tra gli 11 e i 15 anni.
Il servizio si caratterizza per essere, in primo luogo, una risposta
significativa data a quei genitori che oggi sempre di più, fino
a quando non terminano il lungo orario di lavoro, hanno bisogno di un
luogo sicuro e tranquillo in cui i loro figli possano, oltre che svolgere
i compiti, anche fare una serie di attività a carattere formativo,
attraverso le quali sia coltivato lo sviluppo delle diverse funzioni
personali di ognuno.
In secondo luogo, il centro educativo tenta di essere un punto nodale
e strategico di raccordo tra tutte le agenzie formative attive sul territorio
e che si trovano contemporaneamente ad operare nei confronti di personalità
inserite in una fascia d'età estremamente delicata. Per questo
un elemento di raccordo e di mediazione all'interno di una rete educativa,
a volte complessa, rappresentato dal centro educativo, può essere
una risorsa determinare nello sbrogliare matasse che in diverse occasioni
possono divenire un serio ostacolo nel processo di crescita e di sviluppo
di molti ragazzi.
• CENTRO DI ACCOGLIENZA PER SENZA DIMORA "CASA DI
GASTONE"
Il servizio, sorto da circa un anno, all'interno di una palazzina recentemente
ristrutturata ed inserita all'interno del territorio occupato dalla
Casa san Gaetano, mette a disposizione 15 posti per ospiti adulti che
si trovino a vivere in uno stato di grave indigenza ed emarginazione.
Attualmente i posti sono tutti occupati. Ci sono coloro che, stando
alle condizioni della seconda accoglienza, trascorrono buona parte della
giornata o in casa, ad operare all'interno dei laboratori, o all'esterno,
alla ricerca di lavoro o di un alloggio; chi, accompagnato da un volontario,
va a fare qualche visita medica di routine o qualche documento all'interno
di un ufficio pubblico.
Ci sono quindi quelli che attraverso una segnalazione del Comune di
Milano, con cui recentemente è stata stipulata una convenzione,
possono essere accolti all'interno della casa per l'ora di cena e fermarsi
a dormire durante la notte, per poter poi uscire il mattino una volta
fatta la colazione. Sono coloro che sono accolti all'interno del servizio,
secondo queste modalità, tipiche di una prima accoglienza, nel
corso del periodo definito di "emergenza freddo".
Alla Casa di Gastone il clima è sempre caldo e conviviale. Ospiti,
operatori e volontari condividono i momenti di un'intera giornata, in
una dimensione che tenta di essere ogni giorno sempre più comunitaria.
Per qualcuna delle persone che sono state accolte all'interno di questa
esperienza si tratta certamente di una novità, non facile, in
molte occasioni, da digerire, ma importante da imparare e fare propria
se s'intende procedere su un cammino di riconversione del proprio piano
esistenziale.
• CENTRO CULTURALE
Il Centro culturale rappresenta un po' l'anima propulsiva e quella
che dovrebbe essere un po' la linfa vitale per l'intero Centro san Gaetano.
L'attività in quest'ambito è ancora in una fase a metà
strada tra l'esistente e il progettato. Diversi sono i settori che nello
spazio del Centro culturale già sono operativi e funzionano con
una certa regolarità. In particolare, si tratta del teatro e
della palestra.
Ancora da far decollare e quindi portare a regime sono altri ambienti
su cui già da tempo si sono infatti investimenti importanti,
sia in ordine di tempo sia per quanto riguarda l'aspetto economico.
Ci si riferisce, per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, alla Sala
conferenze e alle aule ad essa correlate, sebbene queste ultime siano
già state in buona parte occupate sia dal servizio offerto dalla
Pastorale universitaria sia dai corsi di formazione professionale, promossi
grazie ai fondi sociali europei.
Infine, nell'ambito del Centro culturale rimane di fondamentale importanza
l'implementazione del progetto denominato R.A.P. - rete aperta per la
prevenzione dell'esclusione sociale - attraverso il quale s'intenderà
sviluppare un'attività di prevenzione sui diversi piani delle
problematiche legate alle fasce più deboli e disagiate della
popolazione del territorio, come sono i minori, le famiglie in difficoltà,
i disabili, gli anziani e coloro che vivono in uno stato di grave emarginazione.
Solo lo sviluppo di un progetto di questo genere, nell'ambito del Centro
culturale, consentirà di rendere effettivamente realizzabile
una rete non semplicemente di servizio, ma soprattutto di prevenzione.
• CONVITTO UNIVERSITARIO INTEGRATO
Il C.I. (Convitto Integrato) è inserito nel progetto educativo
di Casa, Centro San Gaetano, esprimendone la fase prossima alla maturità
del giovane in crescita.
Un reparto della Casa (composto da 23 camere singole con bagno) ha lo
scopo di ospitare studenti, che provengono da lontano, a frequentare
le Università.
Più che degli spazi (salaTV, cucinino, soggiorno, studio attrezzato
con collegamento internet), più che servizi base (mensa, lavanderia),
si pone una esperienza di vita comunitaria con proposte educative e
cristiane. Tale esperienza ha come valenza peculiare la capacità
di autogestirsi a partire da momenti di condivisone, per impostare un
cammino esigito, dal vivere insieme, da idealità culturali e
umane e da fede comune coniugate con la vita quotidiana reale.
Si valuta, nel tempo, l'opportunità di una maturazione del gruppo
in grado di accogliere qualche giovane con disagio familiare e personale
perché trovi, nei giovani suoi coetanei, stimoli e sostegno di
inserimento sociale.
• PARROCCHIA: UNA COMUNITA' IN CAMMINO
Le persone più anziane ricordano ancora quando la zona adiacente
l'Istituto era ancora prevalentemente occupata da campi e da rogge e
dagli anni Cinquanta in poi cominciavano a sorgere le prime case espandendo
la città oltre i confini tradizionali della cerchia delle mura.
Era giusto allora pensare anche alla cura pastorale di un ambiente in
piena espansione e l'edificazione della chiesa con l'elevazione a parrocchia
rispondeva a questa esigenza.
Sono ormai trascorsi cinquant'anni e la comunità parrocchiale
si è consolidata in un cammino che prende le sue caratteristiche
dai piani diocesani indicati dagli Arcivescovi, incarnati nell'ottica
propria della Congregazione Religiosa a cui la parrocchia è affidata:
"Eretta con decreto arcivescovile il 13 ottobre 1955 da S.E. Mons.
G. B. Montini, Arcivescovo di Milano, staccando parte del territorio
della parrocchia del S. Cuore alla Cagnola e affidata ai religiosi Servi
della Carità del beato Luigi Guanella, che già erano presenti
con le loro testimonianze di carità nell'adiacente Istituto San
Gaetano per ragazzi in situazione di bisogno"
Oggi la parrocchia si presenta sociologicamente varia: ad un nucleo
di persone stanziato da tempo e maggiormente legato alla vita parrocchiale,
si affianca una larga presenza di immigrati con scarsi legami parrocchiali.
Si è anche accentuata la presenza di persone anziane per lo più
sole, di problemi di disagio giovanile soprattutto in certi quartieri,
e di nuclei familiari non regolari.
A queste problematiche la comunità parrocchiale cerca di dare
risposta offrendo una presenza di aiuto attraverso i tradizionali canali
delle strutture caritative (Caritas, Centro di Ascolto…), l'impegno
silenzioso e capillare operato personalmente da molte persone e con
la valorizzazione dell'Oratorio.
Compito primario della pastorale parrocchiale è la formazione
della coscienza cristiana attraverso un rapporto con Dio mediato dalla
Parola e dai Sacramenti.
La situazione tipica è quella della zona pre-periferica di Milano.
Una forte fascia di benessere rende religiosamente indifferenti o riduce
il fatto cristiano alla Messa della domenica, con frequenti uscite per
il fine settimana o interi mesi estivi. E' la difficoltà tipica
della parrocchia di città, di sentirsi e di fare tutti una "comunità"
e di raggiungere i "lontani".
Il Progetto Pastorale Parrocchiale (PPP), redatto con l'aiuto di tutte
le componenti parrocchiali e verificato periodicamente nell'attuazione,
è la guida nel cammino della Comunità. Attualmente è
in corso lo sforzo di rendere forte la collaborazione fra la Parrocchia
e l'Istituto San Gaetano, quali espressioni di un unico carisma di carità
guanelliana.
Una comunità che guarda al futuro non può non avere a
cuore l'Oratorio, fucina della parrocchia del domani. Soprattutto questa
sensibilità è tipica della parrocchia ambrosiana. Non
a caso recenti politiche sociali mirano a riconoscere anche il valore
dell''Oratorio nel campo della prevenzione del disadattamento giovanile.
Non basta certamente avere sale, attrezzi sportivi, bar per dire di
avere "fatto" l'Oratorio, che invece rimane primariamente
proposta educativa, progetto, esperienza. E' tuttavia innegabile che
anche le strutture hanno il loro ruolo in una proposta bene articolata.
L'Oratorio San Gaetano può vantare un fabbricato ampio e funzionale,
anche se risente un po' dei tempi della costruzione e necessiterebbe
di alcuni adeguamenti. Recentemente, con l'apporto veramente entusiasta
e generoso di alcuni genitori (un po' meno dei ragazzi, a dire il vero)
si è dato mano alla ristrutturazione del piano terra, ricavandone
un ambiente comunitario con bar assai decoroso ed elegante, atto anche
a favorire l'incontro "plurigenerazionale".
Nell'Oratorio si svolge tutta la vita della Comunità parrocchiale,
ad esclusione delle celebrazioni sacramentali. Anche se la priorità
viene data alle attività formative (preghiera, catechesi, sport,
divertimento), gli ampi spazi offrono anche l'occasione di incontri
legati alla vita di quartiere (riunioni condominiali…) o a momenti
di festa delle famiglie (compleanni, feste di laurea, ricorrenze varie…).
Forse anche in questo ci sforziamo di realizzare l'assioma che tutto
ciò che è veramente umano è anche cristiano e viceversa.
La responsabilità principale dell'evangelizzazione nell'ambito
parrocchiale compete al Parroco: ma non potrebbe realizzare questo compito
senza l'aiuto dei tutte quelle componenti che lo Spirito Santo suscita
con i suoi carismi.
L'intera Comunità Religiosa guanelliana presente in parrocchia,
e soprattutto i più stretti collaboratori del parroco, il vicario
e i coadiutori, annunciano con la Parole, la celebrazione dei Sacramenti
e la testimonianza di vita l'amore del Padre che salva.
Le direttive vengono prese in comune anche con la collaborazione dell'organismo
più importante della parrocchia: il Consiglio Pastorale Parrocchiale,
dove confluiscono i rappresentanti di tutti i gruppi.
Come sarà la nostra parrocchia in futuro?
Recenti convegni tentano di dare una risposta generale ai molteplici
fenomeni socioculturali che determinano il cammino parrocchiale oggi.
In una società urbana che da un lato ha idealmente promosso il
senso di solidarietà e di sussidiarietà anche con iniziative
e politiche democratiche di condivisione e di promozione umana, ma che
rischia di ghettizzare la vita individuale nel riflusso del privato,
sostenuto quest'ultimo dal timore del confronto pluriculturale a cui
volenti o nolenti siamo tutti chiamati in questa fase storica, la nostra
parrocchia con l'annessa opera del Centro Educativo San Gaetano (così
si preferisce chiamare ora l'Istituto) si propone come presenza discreta
e aperta di promozione umana e soprattutto cristiana.
In una cultura che ancora chiede il servizio religioso come soddisfacimento
di un "bisogno" sovente motivato da presupposti tradizionali
e poco convinti, la nostra Comunità si sforza di vivere una dimensione
della fede cristiana più coerente all'ideale evangelico di culto
"in spirito e verità", che lieviti anche la vita sociale.
A noi credenti è sufficiente la certezza di camminare sempre
in compagnia di Cristo che ha promesso sicura presenza nella sua Chiesa.
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