San Luigi Guanella

Luigi Guanella nasce il 19 dicembre 1842 a Fraciscio di Campodolcino, tra montagne belle e aspre, che lo abitueranno sin da piccolo alle durezze della vita. Suoi genitori sono Lorenzo Guanella e Maria Bianchi, famiglia contadina di cui Luigi è il nono di tredici figli. Tra i compagni dell’ infanzia un posto speciale ha il torrente Rabbiosa che scorre ai piedi del paese; con Caterina, la sorella prediletta, spesso si apparta nei pressi dell’abitazione e, impastando il terriccio nelle scodelle, gioca a “fare la minestra per i poveri”. A sette anni Luigi ha una visione che è quasi una predizione del sentiero che seguirà per tutta la vita: nei pressi della chiesa parrocchiale di Campodolcino, gli appare un vecchietto che gli chiede i dolcetti che tiene nella mano e poi svanisce. Questa visione crea in lui panico e rincrescimento e rimarrà un segreto di cui parlerà solo molti anni dopo, verso la conclusione della sua vita terrena. Nella primavera del 1852, nel giorno della sua prima Comunione, nella solitudine dell’altura di Gualdera, egli ha un’altra visione; questa volta è la bella Signora, la Madonna, che gli parla e gli raccomanda di dedicare la sua vita ai bisognosi. Nel 1854, all’età di dodici anni, lascia Fraciscio ed entra nel collegio Gallio di Como dove studia per sei anni. Anche se in futuro avrà parole di ringraziamento verso i suoi educatori e professori, i primi tempi nel collegio sono vissuti sotto il segno della nostalgia per le montagne e la casa natia. Conclusi gli studi liceali, entra nel seminario diocesano di S. Abbondio per la filosofia, cui seguirà lo studio della teologia nel Seminario Maggiore. Il 26 maggio del 1866 mons. Bernardino Maria Frascolla, vescovo di Foggia, condannato dal governo italiano a domicilio coatto nella città comasca, lo consacra sacerdote e lo esorta “con parole di fuoco” al coraggio e all’ intraprendenza. Anni più tardi nell’ operetta “Il Montanaro”, riferendosi a se stesso, scriverà che suo proposito di quel giorno solenne fu di “essere spada di fuoco nel ministero santo”. Qualche giorno dopo celebra la prima messa nella chiesa di S. Maria Assunta in Prosto, alla presenza di genitori, fratelli e sorelle; l’ anno successivo (1867) è mandato a svolgere il suo ministero sacerdotale a Savogno, un piccolo paese a circa mille metri, tra le montagne della Valle Bregaglia. Qui, aiutato dalla sorella Caterina, vi resterà otto anni, spendendo le migliori energie nella cura del suo popolo, facendosi “tutto a tutti”. Nel 1875 chiede al Vescovo, ed ottiene, il permesso di recarsi presso don Bosco a Torino, per quella che riterrà “un’ esperienza in ordine ai propri progetti”. Don Bosco gli affida diversi incarichi di responsabilità e vorrebbe mandarlo anche in missione in America Latina ma don Luigi ha troppo forte in sé il desiderio di lavorare per la gente della sua valle, fondare un suo istituto, e a malincuore declina l’invito del santo torinese. Lasciati i Salesiani, nel 1878 rientra nella sua diocesi e viene destinato dal Vescovo a Traona, un paese nella bassa Valtellina; qui lavora tre anni come vicario parrocchiale e da inizio, nel 1880, ad un collegio per i ragazzi poveri della valle. Purtroppo il suo progetto è osteggiato sia dall’ arciprete sia dal Prefetto di Sondrio e, l’anno successivo, è così costretto a chiuderlo. In seguito a questa esperienza, certamente traumatica, nel mese di agosto del 1881 don Luigi viene invitato dal Vescovo a recarsi per qualche tempo nella parrocchia di Olmo, un minuscolo paese della Valle S. Giacomo. Qui don Luigi trascorre mesi di solitudine, di sofferenza, di purificazione interiore e di preghiera in attesa che la Provvidenza disponga per lui il cammino da percorrere per realizzare qualche istituzione alle quali si sente chiamato da Dio con fondatezza. E, infatti, in autunno il vescovo lo nomina amministratore della parrocchia di Pianello Lario, dove resta per nove anni e inizia le sue opere di carità. I primi tempi, però, non sono dei migliori; si trova contro un muro di diffidenza: “Un pensiero mi martellava: sei tu in strada o sei fuori? Non era “creduto”. Un gruppo di giovani consacrate aveva avviato in paese, con il sostegno del parroco don Carlo Coppini, morto ai primi del mese di luglio di quello stesso anno, un ricovero per anziani e bambini abbandonati. Don Guanella vorrebbe prendersene cura, ma le consacrate sono prigioniere dei pregiudizi: “E’ una testa calda! State attente!». Col tempo, I’iniziale diffidenza si trasforma in una sempre più decisa e convinta collaborazione. In quel gruppo ci sono anche le due sorelle, Chiara e Marcellina Bosatta, pietre di fondamento delle sue istituzioni caritative. Con loro, don Luigi inizierà la sua missione in favore dei poveri, degli anziani e degli orfani bisognosi. Era scoccata finalmente “l’ora della misericordia”. Da Pianello Lario nell’aprile 1886 un gruppetto di suore e assistite si distacca per andare a vivere a Como e iniziare, in via. . . . Tommaso Grossi, la Casa Divina Provvidenza, che resta ancora oggi il cuore pulsante dell’ Opera guanelliana. E da Como l’Opera si ramifica in tante istituzioni: a Milano, nel Veneto, in Romagna, in Svizzera, nel Pian di Spagna, all’estremità settentrionale del lago di Como. Lì, in un centro da lui chiamato Olonio S.Salvatore, impianta nel 1900 una casa d’ accoglienza e di lavoro agricolo per i “buoni figli”, come lui affettuosamente chiamava i disabili mentali. Nel 1902 compie un pellegrinaggio in Terra Santa e, viaggiando tra il Libano e la Galilea, prega che un giorno la sua opera possa piantare radici anche lì, nelle terre che furono teatro della vita di Nostro Signore. Al rientro in Italia, lavora per ottenere il riconoscimento della Santa Sede per le sue Congregazioni e per estendere le sue istituzioni. E’ suo vivo desiderio raggiungere Roma e grazie a coincidenze favorevoli disposte dalla Provvidenza divina, alla quale si abbandona con fiducia, il sogno si realizza. Nel 1903 entra nella colonia agricola di Monte Mario; di lì a qualche anno (1907), acquista una parte dell’ex convento annesso alla chiesa di S. Pancrazio sul colle Gianicolo ed avvia un istituto per anziane e per le “buone figlie” che dedica al suo grande amico e protettore, il papa S. Pio X. Da questi sostenuto anche economicamente, nel 1909 si insedia nel popoloso quartiere del Trionfale, dove erige una chiesa in onore di S. Giuseppe ed avvia opere educative. Il 1908 é un anno importante perché emette con altri confratelli la prima professione religiosa e da così inizio alla Congregazione dei Servi della Carità, anche se l’ approvazione ufficiale dalla S.Sede arriverà qualche anno più tardi, nel 1912. Nello stesso anno (1908) ottiene da Roma il sospirato riconoscimento della Congregazione femminile delle Figlie di S. Maria della Provvidenza. Accogliendo le chiamate della Provvidenza, apre altre istituzioni nel sud dell’ Italia (a Ferentino, vicino a Frosinone, a Laureana di Borrello in Calabria) e nel nord, in Valtellina. Nell’inverno del 1912 affronta un duro viaggio in nave verso li Stati Uniti per preparare qualche istituzione in favore degli emigranti italiani e l’anno successivo invia un primo drappelle di sue suore. Tre anni dopo corre in aiuto delle popolazioni terremotate della Marsica, in Abruzzo. Nella chiesa- santuario di S. Giuseppe al Trionfale istituisce, con l’ approvazione di S. Pio X, la Pia Unione del Transito di S. Giuseppe, un’ associazione di fedeli cui assegna il compito di pregare perché i moribondi possano incontrarsi serenamente con sorella morte. E’ “la corona delle sue Opere”. Nel settembre del 1915 e improvvisamente colpito da una paralisi da cui non si riprenderà più; sono i suoi ultimi giorni ma il suo spirito montanaro gli dà la forza per incoraggiare al lavoro i suoi confratelli e le sue suore senza risparmiarsi:”In tutto Carità… Finirla non si può finché ci sono poveri da soccorrere e bisogni cui provvedere… Tutto il mondo è patria vostra!” Il 24 ottobre 1915 a Como, don Luigi Guanella completa i suoi giorni terreni e ritorna a Dio, sotto le cui ali di Provvidenza aveva, con docilità e fermezza di propositi, camminato passo dopo passo, come vero figlio della montagna. Viene elevato agli onori dell’ altare e beatificato da papa Paolo VI il 25 ottobre 1964 e papa Benedetto XVI lo ha canonizzato il 23 ottobre 2011.

CARISMA GUANELLIANO – FRASI SIGNIFICATIVE